00:00 MICHELA _ Rotte Educative esatte portano a destinazione il viaggiatore. Rotte Educative è la voce delle scuole che stanno trasformando l’educare. Esploriamo l’universo innovativo delle reti scolastiche e delle scuole presenti nel nostro Paese.
00:24 ANDREA _ “Il bambino non va considerato come l’essere debole e indifeso, che bisogna soltanto proteggere ed aiutare: ma come un embrione spirituale, dotato di vita psichica fin dalla nascita, e guidato da istinti sottili a costruire attivamente la personalità dell’uomo. E poiché il bambino costruisce l’uomo, dobbiamo considerarlo come il produttore dell’umanità e riconoscerlo come il nostro Padre. In lui sta il grande segreto della nostra origine, in lui solo si possono manifestare le leggi che conducono l’uomo alla normalità. In questo senso il bambino è il nostro Maestro”. Maria Montessori, dal libro “Educazione e pace” estratto del discorso di Maria Montessori del 1937 alla conferenza di Copenaghen.
Cari edunauti, ben trovati! Se il ‘900 è ricordato in pedagogia come il ‘secolo dell’infanzia’ è grazie soprattutto ad alcuni pedagogisti che sulla scena mondiale hanno conferito la giusta dignità a questo particolare momento della vita di ogni uomo. Tra queste importanti figure occupa un posto di eccezione la nostra Maria Montessori, ed oggi cerchiamo di raccontarvi la rete di scuole che nasce proprio dalle sue intuizioni pedagogiche. Stefano, a te la parola per presentarci analiticamente le Scuole Montessori.
01:44 STEFANO _ Ad oggi, anno 2022 in corso, sono 244 le Scuole Montessori in Italia, presenti in tutte le regioni eccezion fatta per il Molise. Tuttavia, dobbiamo considerare che oltre alle Scuole Montessori, vi sono moltissime scuole in tutto il mondo, circa 20.000, che ispirano la propria didattica al metodo Montessoriano. La fondatrice, come anticipato, è ovviamente Maria Montessori, una delle figure di spicco della pedagogia mondiale, vissuta a cavallo tra l’800 ed il ‘900. Le Scuole Montessori sono convenzionate con l’Opera Nazionale Montessori, un ente morale che fin dalla sua nascita nel 1987, ha il compito di sostenere sotto il profilo metodologico tutte le scuole che adottano il metodo Montessori. Questa rete comprende scuole di ogni ordine e grado e asili nido, accogliendo bambini e bambine fin dai primi mesi di vita.
02:38 ANDREA _ Dunque, prima di commentare dal punto di vista pedagogico questo approccio didattico dobbiamo dire che mai come oggi è complicato riassumere in pochi minuti di audio tutto l’impianto della pedagogia montessoriana. Vi consigliamo quindi fin da subito di approfondire consultando il sito dell’Opera Nazionale Montessori, o leggendo direttamente le innumerevoli fonti a riguardo. Stefano, cerchiamo di riportare alcuni tratti salienti di questo metodo, partendo da dove partirebbe la Montessori stessa, ovvero dal bambino.
03:08 STEFANO _ Esatto Andrea, presupposto cardine delle Scuole Montessori è quello di conferire massima fiducia nell’interesse spontaneo del bambino. L’ambiente intorno al bambino deve essere organizzato in modo che il bambino stesso possa attivare spontaneamente il proprio interesse ad apprendere, a lavorare, a rapportarsi con il mondo. In questa chiave le persone che gli stanno attorno, oltre che preparare l’ambiente perché ciò avvenga, devono evitare di ostacolare il fanciullo nel suo percorso di crescita fisica e psichica.
03:40 ANDREA _ L’autoeducazione è un po’ il principio guida di questo metodo. Hai parlato di ambiente Stefano, proviamo a capire come esso debba essere organizzato e perché viene definito come “maestro di vita e di cultura” o anche “educatore”.
03:57 STEFANO _ I bambini nelle Scuole Montessori trovano un ambiente pulito, confortevole, bello e grazioso. Il verbo giusto, tuttavia, non è trovare ma costruire. I bambini, infatti, sono i principali responsabili della vivibilità degli spazi. Nelle case dei bambini, ovvero negli asili, tutto è a misura del bambino, affinché egli possa relazionarsi alla pari con gli oggetti, che sono reali e quindi anche fragili: i piatti sono di ceramica, i bicchieri in vetro, i soprammobili non sono indistruttibili. Il bambino deve quindi averne cura; e nella cura vengono attivati apprendimenti motori e psichici che gli permettono di relazionarsi con le cose esercitando così autocontrollo, autocorrezione, prudenza e rispetto. Salendo d’età, nella scuola primaria troviamo un ambiente che si confà alla ricerca di relazione e socialità, caratteristiche pregnanti di quegli anni. Lo spazio dunque dovrà favorire la sperimentazione del lavoro di gruppo ma anche di quello individuale, la lettura e la consultazione di testi con una biblioteca in classe, oltre che l’apertura alla realtà extrascolastica.
05:09 ANDREA _ Rimanendo sempre sull’organizzazione dello spazio che ci dice molto sull’approccio pedagogico montessoriano, aggiungo che le aule non sono dei confini limitati ma, piuttosto, il bambino viene lasciato libero di muoversi nei vari ambienti in modo da scoprire nuove opportunità di lavoro; il senso è quello che il bambino vive e si educa sempre e ovunque. Vale la pena di approfondire ancora qualcosa sul materiale utilizzato nelle Scuole Montessori, di cui Stefano ci hai già fatto un accenno.
05:43 STEFANO _ Si, sappiamo che nel mondo il materiale montessoriano è molto celebre. La Montessori inizialmente si ispirò agli oggetti presenti negli asili delle sorelle Agazzi o in quelli di Seguin, pedagogista a lei molto caro. Tutto, come già detto, era costruito a misura del bambino, vi erano poi incastri o solidi geometrici, tavolette lisce e ruvide per gli esercizi del tatto, tavolette con i fili di diversi colori per gli esercizi del senso cromatico, campanelli per l’educazione del senso musicale, ecc… Oggi ovviamente il materiale ha subito un processo di ammodernamento, ma il significato rimane quello originario: gli oggetti acquistano una valenza metacognitiva in quanto il bambino relazionandosi con essi esercita la propria sensibilità e intelligenza: formula ipotesi, congetture, soluzioni, risolve problemi creando e modificando le proprie rappresentazioni mentali. Essendo questo un lavoro intimamente personale diventa anche un metodo per sperimentare e conquistare la propria autonomia e la propria identità.
06:47 ANDREA _ Veniamo adesso alla figura dell’insegnante in queste scuole. Seguendo il concetto di autoeducazione vien da sé che l’insegnante non deve essere concentrato sui risultati conseguiti dal bambino, quanto piuttosto sugli impedimenti che ostacolano o ritardano la normale crescita di ogni individuo.
07:07 STEFANO _ Per descrivere la figura dell’insegnante potremmo utilizzare un gioco di ossimori: egli è allo stesso tempo vicino e lontano dal bambino; assente e presente. Si legge dal sito dell’Opera Nazionale Montessori, che la maestra, o il maestro, “è vicino al bambino che richiede la sua presenza, gli siede accanto con una piccola sedia, gli parla dolcemente e brevemente, senza sovrastare il bambino con il corpo e la parola degli adulti. Aiuta senza interrompere e correggere, e questo aiuto è dato senza disturbare il lavoro e la concentrazione degli altri bambini”. Tornando a noi lo definiremmo, quindi, come un facilitatore, un organizzatore: molto tempo viene passato nella preparazione dei materiali, degli spazi, nella costruzione di strumenti e di attività auto educative. L’osservazione è un’altra parola chiave: l’insegnante deve osservare il bambino, conoscerlo, capire come interagisce con i pari e con l’ambiente. Deve rispettare i tempi di apprendimento dei bambini e le libere scelte che essi compiono.
08:09 ANDREA _ E’ a cura dell’Opera Nazionale Montessori, che hai citato Stefano, formare gli insegnanti; una formazione che non si esaurisce ad esempio nelle 300 ore di corso per insegnanti della casa del bambino, ma che prosegue continuamente durante il lavoro sul campo.
Dedichiamo adesso un ultimo approfondimento al metodo montessoriano nelle scuole secondarie. Per capire l’importanza riservata all’adolescenza citiamo uno stralcio preso dal “Progetto culturale pedagogico organizzativo per l’istituzione di una scuola secondaria di primo grado a indirizzo Montessoriano”. Vado leggendo: “La scuola secondaria, […], non è un semplice settore dell’istruzione, ma costituisce il “vero centro” di tutta l’educazione, dal cui esito dipendono non solo le sorti del singolo ma dell’intera società”. Tornando a noi Stefano, l’adolescenza nell’approccio montessoriano è vista come una seconda nascita, la nascita all’interno della società. Come si rapporta dunque il metodo a questa fascia d’età?
09:16 STEFANO _ Dunque, per quanto riguarda l’organizzazione degli ambienti, essa è in continuità con quanto descritto sinora: la scuola è intesa come una “comunità scolastica”, si apre al territorio, le aule sono polifunzionali e incoraggiano il lavoro di gruppo, la socialità, ma anche la possibilità di auto-isolarsi per svolgere dei lavori in autonomia. L’apprendimento è concordato tra alunni, docenti e famiglia, ed è sempre individualizzato nel rispetto delle modalità e dei tempi della singola persona. Gli alunni inoltre possono scegliere liberamente gran parte delle attività di studio: con quale materia iniziare a lavorare, come organizzare il lavoro, quali ricerche svolgere, quali argomenti approfondire, e tanto altro. L’allievo inoltre è chiamato costantemente ad auto-valutarsi, confrontandosi periodicamente con insegnante e genitori. Un’auto-valutazione che se inizialmente riguarda solo le competenze acquisite, progressivamente comprende anche la sfera personale e quella dei rapporti sociali. L’insegnante in questa organizzazione non è chiamato a svolgere lezioni frontali, se non in alcuni momenti dove introduce dei temi o degli argomenti. Egli fornisce costante sostegno e aiuto su richiesta esplicita dei ragazzi. Le classi inoltre presentano alunni di diverse età, in quanto “l’apprendimento dei più piccoli è favorito dall’aiuto e dall’imitazione dei più grandi, mentre l’apprendimento e l’autostima dei più grandi sono rafforzati dall’aiuto dato ai più piccoli”.
10:43 ANDREA _ Cari edunauti, “repetita iuvant”, se avete piacere a conoscere meglio il metodo delle Scuole Montessori, non fermatevi a questo podcast ma consultate il sito dell’Opera Nazionale Montessori oppure contattate direttamente una scuola di questa rete. Con l’auspicio di esservi stati d’aiuto, vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima rete di scuole.
11:07 MICHELA _ Per ascoltare i prossimi episodi di “Scuole che cambiano” andate su www.edunauta.it dove poter navigare anche nella nostra Edumappa, un luogo virtuale dove trovare servizi educativi e scuole con cui attivare opportunità reali. Un progetto di Generas Foundation realizzato in collaborazione con Eduway.