00:00 MICHELA _ Rotte educative esatte portano a destinazione il viaggiatore. Rotte educative è la voce delle scuole che stanno trasformando l’educare. Esploriamo l’universo innovativo delle reti scolastiche e delle scuole presenti nel nostro paese.
00:25 ANDREA _ “Crediamo che in qualsiasi contesto educativo, i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze abbiano il diritto di decidere individualmente come, quando, che cosa, dove e con chi imparare e abbiano il diritto di condividere, in modo paritario, le scelte che riguardano i loro ambiti organizzati, in modo particolare le loro scuole, stabilendo, se ritenuto necessario, regole e sanzioni”.
Cari edunauti, ben trovati! Le poche righe che vi abbiamo appena letto provengono dai documenti della “Conferenza Internazionale per l’Educazione Democratica”, svoltasi nel 2005 a Berlino, che ben fotografano la base del pensiero pedagogico della “rete per l’educazione libertaria” che oggi vi presentiamo. Stefano, a te la parola per la consueta presentazione analitica.
01:19 STEFANO _ Ad oggi, anno 2022 in corso, si compone di 20 scuole la rete per l’educazione libertaria in Italia, situate in Lombardia, Veneto, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio e Puglia. Dobbiamo fin da subito precisare che non v’è alcun tipo di convenzione che le scuole devono stipulare con la rete, e nemmeno degli standard da rispettare per essere ammessi alla rete stessa; ogni scuola libertaria, pur condividendo una serie di principi fondamentali, rappresenta, dunque, un unicum. La rete non si occupa della nascita di nuove strutture, ma di coordinare, supportare e promuovere le libere iniziative di genitori e insegnanti che si interessano all’approccio libertario. Per quanto riguarda la natura giuridica le venti scuole citate sono tutte private, mentre l’ordine e il grado varia a seconda dei contesti, ma in generale l’educazione libertaria può abbracciare la proposta scolastica dall’infanzia alla secondaria di secondo grado.
È bene aggiungere pure che la rete per l’educazione libertaria fa parte a sua volta di una rete europea che prende il nome di EUDEC, ovvero ‘Comunità Europea per l’Educazione Democratica’, una rete di scuole ed individui che perseguono il fine di promuovere lo sviluppo dell’educazione democratica in Europa e che si basa su due pilastri, che troviamo anche nella rete che vi stiamo raccontando: gli studenti devono da una parte avere la possibilità di gestire direttamente il loro apprendimento e dall’altra avere potere decisionale pari agli insegnanti nella gestione della scuola e delle sue regole.
02:42 ANDREA_ Ecco Stefano, visto che hai gettato lo sguardo oltralpe, citiamo anche quella che probabilmente è la più famosa scuola libertaria del mondo, ovvero la “Summerhill School” in Gran Bretagna, fondata nel 1921 prima in Austria e successivamente poi proprio in UK dal pedagogista scozzese Alexander Neil. Apriamo ora il nostro commento pedagogico. Allora, un primo aspetto da esplorare è l’ampia libertà di azione data agli studenti.
03:12 STEFANO _ Esatto, questo è proprio uno dei tratti identitari di questa proposta pedagogica e si basa sulla ferma convinzione che il bambino sia in possesso della piena capacità di scegliere. I tempi ed i modi dell’apprendimento non sono quindi suggeriti da un insegnante, come avviene tradizionalmente, ma sono decisi dai bambini stessi.
03:30 ANDREA _ Ecco, è il caso di approfondire come i bambini arrivano a prendere decisioni in modo autonomo. A tal proposito possiamo raccontare ciò che accade in una delle scuole della rete, ovvero l’Associazione Educazione Incidentale Kether in provincia di Verona.
03:46 STEFANO _ C’è un organo fondamentale che diventa espressione della volontà dei bambini, ovvero l’assemblea. Essa può ritrovarsi quotidianamente, settimanalmente, oppure in momenti straordinari; partecipano bambini, ragazzi e adulti accompagnatori, e tutti hanno diritto di voto, indipendentemente dall’età, e nessun voto è più pesante di un altro. Viene così deciso il percorso di studi, costantemente discusso ed elaborato in-itinere. Se un bambino o ragazzo decide di non frequentare una materia, questa assenza viene auto-gestita, al fine magari di approfondire altre materie che suscitano maggiore interesse. Nell’assemblea i bambini sono liberi anche di “licenziare”, “assumere” o “mantenere” figure di accompagnatori adulti.
04:26 ANDREA _ Ecco, a proposito degli adulti, è interessante notare la scelta linguistica di riferirsi a loro come accompagnatori e non invece come maestri, insegnanti o professori. Questo perché un altro tratto fondamentale dell’educazione libertaria è la rinuncia all’idea di trasmissione di un sapere precostituito.
04:46 STEFANO _ Ecco, l’accompagnatore si affianca al bambino ed insieme condividono il processo di scoperta alla base del conoscere. L’adulto è chiamato a farsi ‘neutro’, a mettersi in ascolto delle domande del bambino, a stimolarlo e supportarlo nell’apprendimento, che in questa concezione diventa auto-apprendimento. Anche gli errori non vengono giudicati come cose negative, quanto piuttosto diventano opportunità di rielaborazione e di auto-correzione.
05:12 ANDREA _ Citiamo, adesso, un’altra realtà di questa rete, vale a dire la ‘Scuola Ubuntu’, presente a Milano in località Abbiategrasso. All’interno del progetto presentato sul sito internet di questa scuola troviamo interessanti attività che ci permettono di comprendere meglio l’approccio educativo libertario. Stefano, ce ne racconti qualcuna?
05:32 STEFANO _ Certamente! Allora, una delle caratteristiche del progetto Ubuntu che evidenzierei è la partecipazione attiva dei genitori e dei cittadini alle pratiche educative. Vengono dunque organizzati momenti di condivisione del vivere comune, dove bambini e adulti preparano insieme un pranzo, imbottigliano il vino, coltivano un orto, oppure momenti dove i bambini possono vivere l’esperienza diretta di lavori nella comunità come la coltivazione dei campi di un agricoltore, la cura degli animali di una cascina o la visita dei laboratori di un liutaio.
Un altro elemento che troviamo nel progetto Ubuntu, ma più in generale in tutta la proposta educativa libertaria, è l’apprendimento attraverso la pratica. La matematica e la geometria, ad esempio, possono essere studiate attraverso la coltivazione di un orto o la cura di un giardino, oppure ancora attraverso il commercio o il baratto, o mediante dei giochi, come quello degli scacchi. L’apprendimento della lingua italiana o straniera può derivare dalla lettura libera, o dalla lettura creativa, o ancora attraverso conversazioni e giochi di parole.
06:30 ANDREA _ Viene data importanza anche allo sviluppo delle cosiddette soft skills e agli apprendimenti anche nelle arti.
06:37 STEFANO _ Proprio così, alcune soft skills come la capacità di prendere decisioni o il pensiero critico possono svilupparsi, ad esempio, attraverso la pratica di decisione democratica all’interno delle assemblee. Lo sviluppo del pensiero creativo viene stimolato dai molti laboratori proposti e attraverso la libera espressione negli ambiti musicali, di pittura, scultura, teatro e drammatizzazione.
06:59 ANDREA _ Concludiamo la rete di oggi sottolineando che, al di là delle apparenze, questo tipo di pedagogia libertaria, non è recente, ma le sue basi teoriche risalgono bensì ai primi dell’800: quando moltissimi pensatori libertari, iniziarono ad esprimersi criticamente nei confronti dell'istituzione repressiva, autoritaria e classista. Per citarne uno tra i più famosi: lo scrittore russo Lev Tolstoj denunciò i metodi educativi che castravano l'intelligenza dei bambini anziché stimolarla, auspicando che l'apprendimento per il bambino avvenisse attraverso un'educazione libertaria che lasciasse fluire liberamente la cultura; a questo scopo ricordiamo il suo esperimento didattico di scuola libertaria di Jasnaja Poljana, che se volete è interessante approfondire.
Nel salutarci cari edunauti, ci prendiamo la libertà di consigliarvi, per approfondire, di visitare il sito internet della rete per l’educazione libertaria, oppure contattare direttamente una realtà che fa parte di questa rete. Un caro saluto, alla prossima rete di scuole.
08:09 MICHELA _ Per ascoltare i prossimi episodi di “Scuole che cambiano” andate su www.edunauta.it dove poter navigare anche nella nostra Edumappa, un luogo virtuale dove trovare servizi educativi e scuole con cui attivare opportunità reali. Un progetto di Generas Foundation realizzato in collaborazione con Eduway.