Edunauta- Sguardi agli Orizzonti Educativi
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SCUOLE DEL MOVIMENTO AVANGUARDIE EDUCATIVE


Trascrizione


00:00 MICHELA _ Rotte Educative esatte portano a destinazione il viaggiatore. Rotte Educative è la voce delle scuole che stanno trasformando l’educare. Esploriamo l’universo innovativo delle reti scolastiche e delle scuole presenti nel nostro Paese.

00:24 ANDREA_ “La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente” Albert Einstein.

Cari edunauti, ben trovati! Non ce ne voglia Einstein se ci permettiamo di parafrasare la sua citazione mettendo al posto della mente la scuola, e così diventa “una scuola che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente”. È proprio il caso di dirlo in relazione alla rete di scuole di cui oggi vi parleremo, perché come vedrete, di idee innovative se ne trovano in abbondanza. Stefano, mio caro compagno di viaggio, a te l’onere e l’onore di schematizzare analiticamente il “Movimento delle Avanguardie Educative”.

01:07 STEFANO _Caro Andrea, per non essere da meno alla tua erudita citazione scientifica, voglio rammentarti ciò che sosteneva Antoine-Laurent de Lavoisier nella legge di conservazione della massa, ovvero che “nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma”, assunto che, tuttavia, non si può applicare alla nostra dissertazione odierna visto che nella storia che stiamo raccontando “qualcosa è stato creato, qualcosa è stato distrutto e qualcosa si sta trasformando”. Il creatore all’anagrafe è INDIRE, ovvero l’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa, che il 6 novembre 2014, a Genova, ha dato vita al Movimento delle Avanguardie Educative. Trattasi di un Movimento aperto a tutte le scuole italiane, la cui mission, si legge direttamente dal sito, “è quella di individuare, supportare, diffondere e portare a sistema pratiche e modelli educativi volti a pensare l’organizzazione della Didattica, del Tempo e dello Spazio del ‘fare scuola’”. La paternità dell’idea va attribuita, oltre che ad INDIRE, anche alle 22 scuole fondatrici sparse per l’Italia, le cui firme appaiono sul manifesto del Movimento. A queste 22 scuole antesignane se ne sono aggiunte altre nel corso degli anni, sino ad arrivare a 1.313, dato aggiornato ad oggi, anno 2021 in corso.

Il funzionamento di tale Movimento è presto detto: c’è un manifesto, fatto di 7 punti, che funge al contempo da fonte di ispirazione e da linea guida per la nascita di ‘idee’ che innovino il modo di ‘fare scuola’. Le ‘idee’, che possono nascere da una scuola, da un dirigente o un gruppo di insegnanti, ecc… vengono sperimentate, discusse, migliorate ed infine validate, per poi essere messe a sistema, e così, le scuole della rete, possono adottare una o più di queste idee per migliorare la loro proposta formativa.  

03:02 ANDREA _ Ricapitoliamo prima di passare al nostro consueto commento pedagogico. Dunque, INDIRE, che ricordiamo essere l’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa, ha dato vita, insieme a 22 scuole fondatrici, al Movimento delle Avanguardie Educative, che ha il compito di riunire liberamente le scuole italiane che ne condividono principi riassunti, come diceva Stefano, nei 7 punti del manifesto. Questo Movimento produce delle “idee”, che riguardano l’innovazione del ‘fare scuola’. Le scuole interessate possono entrare a far parte della rete, sposando e mettendo in pratica una delle più idee, oppure sviluppandone di nuove.

Dunque, per entrare ancor più nel merito, useremo questo spazio più strettamente pedagogico per commentare due degli orizzonti del manifesto. In particolare il punto 1 e il punto 7, rispettivamente capo e coda del documento; e, infine, portarvi l’esempio di un’idea implementata e messa a sistema. Partiamo, dunque, dall’inizio; così titola il primo orizzonte: “trasformare il modello trasmissivo della scuola”.

04:06 STEFANO _ Questo è un punto che abbiamo già trovato e troveremo spesso, se non sempre, anche nelle altre reti di scuole che approfondiremo nel corso di questo progetto di podcasting. La lezione frontale, l’insegnamento ‘dalla cattedra’, è ormai anacronistico. Citando il manifesto stesso: “è attraverso l’apprendimento attivo che s’impara”. Di conseguenza la didattica è quella laboratoriale, della collaborazione, della ricerca; l’insegnante è un facilitatore più che un trasmettitore di saperi; i compagni di classe sono da considerarsi alla stregua di pari da cui apprendere, con i quali confrontarsi. In questo tipo di scuola anche gli spazi e i tempi dell’apprendimento cambiano e si modificano: la centralità dell’aula viene superata, in favore di ambienti più flessibili, capaci di abbracciare le nuove forme di didattica a cui anche la divisione del tempo deve trovare una nuova ragion d’essere.

05:00 ANDREA _ Vedo che Stefano, citando spazio e tempo, hai sconfinato anche nei punti 3 e 4 del manifesto, uscendo quindi dagli schemi che ti avevo imposto, ma ben venga visto che ti sei incarnato perfettamente nel ruolo giocato da uno studente in queste scuole: ovvero quello di andare oltre, pensare con la propria testa, unendo i puntini che man mano si palesano dinnanzi. E dai puntini figurati torniamo ai punti, invece, del manifesto; uno in particolare, il settimo che titola: “promuovere innovazione perché sia sostenibile e trasferibile”.

05:33 STEFANO _ Proprio così! Abbiamo scelto questo orizzonte in quanto bene sintetizza il lavoro del Movimento: far in modo che l’innovazione non rimanga sulla carta o rinchiusa in poche aule, ma essa diventi sistema, adottata da quante più scuole la condividano e abbiano la capacità di metterla in pratica. Le parole chiave sono: sostenibilità, replicabilità, scalabilità. Dice il manifesto: “Un’innovazione è trasferibile se può essere trapiantata in un ambiente diverso da quello in cui è nata”.

06:02 ANDREA _ E a ben vedere tali idee innovative esistono ed il processo di replicabilità funziona. Ve ne presentiamo una, che è annoverata tra quelle più adottate del sistema, si chiama: “Debate”.

06:15 STEFANO _ Su questo tema posso ritenermi fortunato caro Andrea, dato che nell’estate 2021 sono stato testimone, in qualità di educatore di un ragazzo con disabilità, di un corso incentrato proprio sul metodo del “debate”. Immaginiamoci: un argomento o un’affermazione sulla quale dibattere e due squadre composte da studenti, rispettivamente pro o contro. Le fazioni dibattono formalmente rispettando regole e tempi precisi, documentandosi e analizzando criticamente gli argomenti. È una metodologia didattica che aiuta a sviluppare il pensiero critico, che favorisce il miglioramento della competenza di public speaking, insieme a tutta una serie di benefici altri, di facile intuizione. Ci ricordavi in precedenza Andrea che il “debate” è un’idea adottata da numerose scuole, ed è proprio così: per esattezza trattasi della seconda idea per adozione nelle scuole di tutta Italia con ben 560 istituti, di cui 72 nella sola regione Campania.

07:11 ANDREA _ Non sappiamo se voi, cari edunauti, vi siate mai messi alla prova cimentandovi con il debate, o anche solo se vi stuzzica l’idea di farlo, ma nel dubbio vi consigliamo vivamente di approfondire tanto questa metodologia quanto tutto ciò che concerne il Movimento delle Avanguardie Educative. Per farlo avete la possibilità di consultare il sito internet ad esso dedicato e, perchè no, di contattare direttamente le scuole che hanno aderito a questo ambizioso progetto. Un caro arrivederci alla prossima rete di scuole!

07:42 MICHELA _ Per ascoltare i prossimi episodi di “Scuole che cambiano” andate su www.edunauta.it dove poter navigare anche nella nostra Edumappa, un luogo virtuale dove trovare servizi educativi e scuole con cui attivare opportunità reali. Un progetto di Generas Foundation realizzato in collaborazione con Eduway.




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