Edunauta- Sguardi agli Orizzonti Educativi
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CANALESCUOLA


Trascrizione


00:00 MICHELA _ Rotte Educative esatte portano a destinazione il viaggiatore. Rotte Educative è la voce delle scuole che stanno trasformando l’educare. Esploriamo l’universo innovativo delle reti scolastiche e delle scuole presenti nel nostro Paese.

00:24 ANDREA _ “E non è niente l’essere felice? Non è niente saltare, giocare, correre da mattina a sera? Per tutta la vita [il bambino] non sarà mai tanto occupato”, Jean-Jacques Rousseau.

Cari edunauti, bentrovati! Oggi vi portiamo nella natura: in un bosco, in una foresta, in un parco; esattamente come prevede la proposta didattica degli Asili nel Bosco della Cooperativa Sociale CanaleScuola che oggi vi presentiamo. Stefano, a te la parola per la consueta scheda analitica di presentazione della rete.

00:59 STEFANO _ Ad oggi, anno 2022 in corso, sono 20 gli Asili nel Bosco di CanaleScuola, di cui 16 in Veneto ed in Trentino Alto Adige, mentre 4 sono sparsi per lo stivale tra Bologna, Reggio Emilia, Livorno e Messina. La proposta, rivolta a bambini tra i 3 e i 6 anni, nasce negli anni ’50 nel nord Europa, in Danimarca per la precisione, grazie ad Ella Flautau, la quale, col fine di aiutare mamme lavoratrici poco agiate, diede vita ad un piccolo asilo familiare. Per non dover far fronte alle necessarie spese di locazione per gli ambienti dell’asilo, si decise di tenere i bambini all’aria aperta, portandoli a giocare ogni giorno in un parco. Da allora si sono sviluppati numerosi approcci pedagogici che hanno visto, in particolare negli ultimi anni, un aumentato interesse per questo tipo di didattica, con nuove proposte che hanno preso forma anche in Italia. La realtà che vi raccontiamo oggi, la quale non è ovviamente la sola che promuove Asili nel Bosco nel nostro paese, fa riferimento a CanaleScuola, una Cooperativa Sociale costituitasi ufficialmente nel 2013, ma che prende le sue mosse da un gruppo di lavoro all’opera dal 2006. L’obiettivo della cooperativa, come si evince dal sito internet, è quello di “facilitare l’utilizzo di pratiche didattiche attive e innovative anche considerando l’utilizzo delle tecnologie come strumento didattico e l’ambiente naturale come patrimonio culturale”.

02:23 ANDREA _ La prima considerazione pedagogica riferita a questa rete, è che le attività si svolgono quasi esclusivamente all’aperto. Ciò a ben vedere rappresenta già un forte elemento di discontinuità rispetto alle altre proposte delle scuole dell’infanzia tradizionali. Quando parliamo di “aperto” non ci riferiamo ad un giardino di una scuola, bensì ad un bosco, una foresta, un parco, insomma ambienti dove i bambini possono confrontarsi con una natura vera, non artefatta, ad esempio con condizioni atmosferiche anche avverse, nelle quali essi sono comunque incoraggiati a giocare, esplorare, imparare. Stefano, hai citato in precedenza l’origine degli asili nel bosco, proviamo ora a capire quali sono gli approcci pedagogici su cui si basano queste esperienze.

03:13 STEFANO _ Un primo fondamento pedagogico lo troviamo nella “Waldpädagogik”, mi perdoneranno gli ascoltatori che conoscono bene il tedesco per la pronuncia, letteralmente sta per “educazione nella foresta”, una corrente pedagogica, sviluppatasi in Germania, per l’appunto, che considera la relazione uomo-natura come fondamentale per il sano ed equilibrato sviluppo del bambino. Ad essa si affiancano le influenze della pedagogia esperienziale e delle pedagogie costruttiviste. Per semplificare possiamo dire che ogni bambino è visto come principale “costruttore” della propria conoscenza e visione del mondo. Ciò porta necessariamente ad una didattica che cerca di stimolare gli stessi bambini a ‘fare’, ‘sentire’, ‘scoprire’, ‘relazionarsi’ in prima persona. È ribaltata ovviamente anche la concezione di insegnamento: il maestro, l’insegnante, l’educatore sono dei facilitatori del processo di costruzione della conoscenza; viene meno, dunque, la concezione tradizionale che li considera alla stregua di depositari di un sapere che debbono trasferire agli alunni.

04:20 ANDREA _ In questo senso i maestri sostengono e accompagnano i bambini nel loro percorso di apprendimento e sono di aiuto nella realizzazione di idee, progetti ed esperienze. Altri aspetti salienti, frutto della concezione pedagogica che ci hai appena spiegato Stefano, e sui quali gli Asili nel Bosco di CanaleScuola insistono molto, sono l’”apprendimento per scoperta” ed “il fare esperienza diretta” da parte dei bambini. A tal riguardo può essere interessante per gli ascoltatori raccontare più nel concreto una proposta educativa per meglio comprendere ciò di cui stiamo parlando.

04:57 STEFANO _ Si, facciamo riferimento alla descrizione della proposta educativa di una delle scuole dell’infanzia che compongono questa rete di CanaleScuola, ovvero l’asilo “Educare nel Bosco” di Livorno. Mi permetterai Andrea di dare sfogo alla mia indole analitica me credo che ciò possa essere utile per figurarsi il contesto nel quale le attività vengono svolte. Questa scuola dell’infanzia si trova nei boschi della Valle Benedetta, una frazione a 8 km dalla città di Livorno, all’interno di un parco provinciale, e la didattica è attiva da metà settembre a metà giugno, dalle ore 8 di mattina alle 2 di pomeriggio. Nel corso della giornata i bambini sono chiamati a decidere cosa fare, seguendo i propri tempi, i propri interessi e le proprie esigenze. Il gioco libero è alternato con attività che si svolgono quotidianamente: troviamo, ad esempio, la cura del campo base, la costruzione di rifugi, alcune passeggiate alla scoperta del bosco con annessi pic-nic. Vi sono poi giochi d’acqua e giochi nel fango, e ciò ci fa comprendere come lo sporcarsi non sia visto come un problema in questi asili, oppure arrampicate sugli alberi, o ancora momenti dove vengono raccontate delle storie e delle favole. Non mancano anche attività da veri e propri scienziati in erba come lo studio di insetti, foglie, animali, fenomeni naturali e atmosferici e anche momenti di silenzio per mettersi in ascolto della natura.

06:18 ANDREA _ Un’altra dimensione che emerge Stefano è quella del gioco. Platone nella Repubblica fu uno dei primi ad esplicitare l’importanza del gioco per i bambini seguito da altri come lo stesso Rousseau che abbiamo citato ad inizio puntata, oppure la Montessori e così via. Questo interesse da parte di grandi pensatori alla dimensione ludica può essere spiegato dal fatto che il gioco rappresenta uno degli strumenti cardine attraverso il quale il bambino fa esperienza del mondo; si configura, dunque, come il principale mezzo mediante il quale egli costruisce la sua conoscenza, forma il suo intelletto.

06:56 STEFANO _ Sottoscrivo in pieno quanto hai detto Andrea e provo ad aggiungere qualcosa per collocare questo aspetto nell’approccio didattico che stiamo spiegando. I bambini e le bambine nel bosco imparano giocando. Attraverso il gioco scoprono, osservano e crescono. Essi sono liberi di giocare per tutto il tempo necessario a soddisfare i propri bisogni e interiorizzare nuovi apprendimenti. Si sviluppa così indipendenza, autonomia, pensiero critico e divergente e capacità collaborativa. Dobbiamo annotare, in ogni caso, che ciò che importa non sono i contenuti dell’apprendimento, ciò che si impara, quanto piuttosto il processo. È il percorso attraverso cui i bambini trovano le risposte che interessa in questo tipo di prospettiva.

07:36 ANDREA _ Si, hai citato Stefano lo sviluppo del pensiero critico, divergente, di problem solving, la capacità di collaborare, competenze di cui oggi si parla molto a ragion veduta trovandoci in una società certamente complessa. Ti chiedo di farci qualche esempio per rendere meglio l’idea di come questi meccanismi di pensiero si possano sviluppare all’interno dei bambini.

07:58 STEFANO _ Dunque, il pensiero divergente, la creatività, la fantasia possono essere correlate ad esempio al fatto che non esistono giochi preconfezionati, ma un sasso, un ramo, una foglia con l’immaginazione possono diventare e trasformarsi in molti oggetti differenti. Inoltre, la mancanza di consegne da parte dell’insegnante permette ai bambini di essere più liberi di sperimentare e di attivarsi. Per ciò che concerne la collaborazione, la cooperazione, e la comunicazione tra pari, vi sono numerose attività come la costruzione di dighe o dei campi base che citavamo già in precedenza, che hanno anche lo scopo di facilitare questo tipo di apprendimenti.

08:35 ANDREA _ Riassumendo gli Asili nel Bosco di CanaleScuola sono caratterizzati da una didattica che si svolge in via quasi del tutto esclusiva all’aperto, con una programmazione basata sugli interessi dei bambini e che vede dunque i bambini come protagonisti del loro percorso di costruzione dell’apprendimento, e su uno stile di insegnamento che riconosce l’insegnante come un accompagnatore, un facilitatore, una persona a cui porre domande.

Vi immaginiamo, cari edunauti, immersi nella natura all’ascolto di questo nostro podcast che volge al termine. Per approfondire potete visitare direttamente il sito di CanaleScuola, nel quale trovate anche informazioni più dettagliate della cooperativa, oppure potete contattare direttamente un Asilo nel Bosco facente parte della rete. Un saluto e alla prossima rete di scuole!

09:27 MICHELA _ Per ascoltare i prossimi episodi di “Scuole che cambiano” andate su www.edunauta.it dove poter navigare anche nella nostra Edumappa, un luogo virtuale dove trovare servizi educativi e scuole con cui attivare opportunità reali. Un progetto di Generas Foundation realizzato in collaborazione con Eduway.




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