Edunauta- Sguardi agli Orizzonti Educativi
  • Home
  • Edumappa
  • Podcast
  • Ottieni supporto
  • Gli Edunauti
  • Blog
  • Login








« TORNA INDIETRO

ASILI E SCUOLE NEL BOSCO


Trascrizione


00:00 MICHELA _ Rotte Educative esatte portano a destinazione il viaggiatore. Rotte Educative è la voce delle scuole che stanno trasformando l’educare. Esploriamo l’universo innovativo delle reti scolastiche e delle scuole presenti nel nostro Paese.

00:24 ANDREA_ “Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara”. Proverbio giapponese. Cari edunauti, bentrovati! La rete che vi raccontiamo oggi è quella degli “Asili nel Bosco”. A differenza della maggior parte delle reti sinora raccontate, quella odierna non si configura come un vero e proprio network costituito da asili e scuole, piuttosto come una serie di esperienze che si dipanano in tutto lo stivale e che condividono idee, metodologie didattiche e fondamenti pedagogici. Entriamo in argomento con la scheda analitica di Stefano. 

01:00 STEFANO_ Ad oggi, anno 2022 in corso, sono 105 gli asili nel bosco in Italia, presenti in tutte le regioni eccezion fatta per Campania, Umbria, Molise ed Abruzzo. L’origine storica e geografica di questa proposta è da ricondurre ai primi anni ’50 in Danimarca, per mano di Ella Flautau, proposta che nel corso del tempo ha preso piede soprattutto nel nord Europa e da circa un decennio nel nostro paese. La maggior parte di questi Asili nel Bosco si configura nel sistema normativo italiano come “Scuola Parentale”, ovvero gestita da un nucleo di genitori, con l’aiuto se richiesto di figure educative esterne. La proposta, ad oggi, si articola prevalentemente per bambini dai 2 ai 6 anni, ma ci sono alcune esperienze che arrivano fino ai 14 anni.

01:44 ANDREA_ Dunque, come già accennato, non esiste un coordinamento centrale da cui prendere spunto per raccontarvi la proposta degli “Asili nel Bosco”; tuttavia, le pratiche e lo stile appaiono pressoché simili in tutte le esperienze che abbiamo approfondito. Cercheremo dunque di attingere dalle varie realtà per riportarvi un quadro quanto più esaustivo. Dal punto di vista pedagogico un primo aspetto su cui soffermarsi è sicuramente l’ambiente dell’asilo, ovvero lo spazio esterno.

02:15 STEFANO_ Si, questo è un elemento cardine della proposta degli “Asili nel Bosco”: tutte le attività si svolgono all’aperto. Se mi è concesso Andrea leggerei uno stralcio di un articolo, che abbiamo trovato sul sito “Italia che cambia”, scritto da Sara Anfos, la quale visitando un Asilo nel Bosco in Alto Adige annotò: “Osserviamo i bambini: alcuni di loro fanno merenda in cerchio intorno al fuoco e ascoltano la favola che l’educatrice Cornelia sta leggendo. Un gruppo di tre bambini sta lavorando alla costruzione di una struttura di assi e bastoni. A giudicare dalla loro espressione e dalla serietà con cui ci si dedicano, ognuno con un attrezzo in mano, deve essere qualcosa di molto importante. Altri corrono intorno cantando, saltano sui tronchi, si arrampicano sugli alberi, si precipitano lungo il prato che circonda il bosco e tornano indietro”.

04:04 ANDREA_ Questo breve inciso, Stefano, ci ha permesso di immergerci nell’atmosfera che un bambino respira in una di queste proposte. E per continuare il nostro racconto attingiamo dall’esperienza capostipite in Italia, ovvero l’Asilo nel Bosco di Ostia Antica nei pressi di Roma. Anzitutto, da questa esperienza apprendiamo che è riservata particolare importanza non solo alla relazione tra pari, ma anche alla relazione tra gli educatori ed i bambini. Il rapporto numerico, infatti, è di 1:9, a differenza dell’1:25 della scuola dell’infanzia tradizionale. Inoltre viene raccontato come si cerchi di coniugare questa proposta innovativa con le Indicazioni Nazionali per la Scuola dell’Infanzia, in particolare nei cinque campi di esperienza su cui il testo consiglia di lavorare, vale a dire:

  1. discorsi e parole;
  2. il sé e l’altro;
  3. il corpo e il movimento;
  4. immagini, suoni e colori;
  5. conoscenza del mondo.

04:01 STEFANO_ Nel campo d’esperienza di corpo e movimento, ad esempio, è facile immaginare come una proposta che vede i bambini affaccendati tutto il giorno nel ‘fare’ possa incidere positivamente sul loro sviluppo motorio e dei 5 sensi. Tornando a citare l’Asilo nel Bosco altoatesino “Waldkinder Lichtenstern”, così si esprime una delle sue fondatrici: “Lo sviluppo sensoriale e motorio del bambino sono affidati alla natura. Qui non serve fare esercizi per l’equilibrio, per la motricità, per l’udito, per la vista: i nostri bambini queste capacità le sviluppano saltando fra i sassi, correndo fra le radici degli alberi, ascoltando il bosco, osservando gli uccelli, acchiappando un insetto, raccogliendo bacche e erbe curative, intagliando bastoni e costruendo capanne”.

04:44 ANDREA_ Anche nel campo di esperienza della conoscenza del mondo la proposta degli “Asili nel Bosco” può risultare ottimale.

04:50 STEFANO_ Si, l’assunto è quello che fare esperienza diretta del mondo esterno sia una soluzione da prediligere rispetto all’apprendimento mediato da libri, giochi simulati e via dicendo. E così si entra in pollai, si osserva come nasce un uovo, si coltivano orti, si impara a relazionarsi in modo differente con le varie stagioni dell’anno.

05:10 ANDREA_ Questo è un elemento che a prima vista potrebbe colpire. L’Asilo nel Bosco è all’aperto anche quando le condizioni climatiche sono avverse, a meno ovviamente di fenomeni metereologici estremi. Osservano alcuni esperti che il bambino non si cura molto della pioggia, della neve, l’importante è che sia equipaggiato con il giusto abbigliamento e attrezzature. Stefano, dei cinque campi di esperienza ci hai parlato del corpo e del movimento e della conoscenza del mondo. Citiamo anche il campo sé e l’altro e, l’altro campo, immagini, suoni e colori.

05:45 STEFANO_ Volentieri Andrea. Riguardo all’ambito denominato sé e l’altro la socialità e la costruzione della propria individualità sono incentivate dall’esperienza a contatto con la natura. Da un lato il bambino è spesso libero di sperimentarsi, anche da solo, in compiti che può tranquillamente scegliere. Dall’altro accade sovente che i bambini si riuniscano per lavorare insieme ad un fine comune, dalla costruzione di un piccolo ponte, alla costruzione di una capanna, ecc… In questo è chiave il ruolo dell’educatore come facilitatore di esperienze e di relazioni.

Nel campo immagini, suoni e colori, l’ambiente esterno è sicuramente ricco di stimoli: pensiamo ad esempio al susseguirsi delle stagioni, con i colori che ognuna si porta con sé; oppure i suoni riprodotti dagli uccelli o dagli altri animali che popolano la natura. Tutte esperienze che incidono positivamente su questo ambito di sviluppo.

06:40 ANDREA_ Ecco, un altro aspetto interessante è la valenza pedagogica riservata al gioco.

06:45 STEFANO_ Esatto, i bambini giocano con ciò che trovano in natura. Il fatto di non avere dei giochi preconfezionati li aiuta nello stimolo continuo della fantasia. Sono portati cioè a fare uno sforzo nell’immaginare cosa può diventare un piccolo rametto od un sasso; oppure sono chiamati a costruirsi da soli gli oggetti, utilizzando, ad esempio: foglie, terra, acqua, rami, e ciò che la natura può offrirgli.

07:10 ANDREA_ Cari edunauti, non c’è bisogno di ricordarvi che nel caso voleste approfondire la conoscenza degli “Asili nel Bosco” il sentiero da perseguire è quello del contatto diretto con una rete, con una scuola di questa rete, oppure potete consultare direttamente il sito web di qualche scuola. Per oggi è tutto, un caro saluto, alla prossima rete di scuole!

07:34 MICHELA _ Per ascoltare i prossimi episodi di “Scuole che cambiano” andate su www.edunauta.it dove poter navigare anche nella nostra Edumappa, un luogo virtuale dove trovare servizi educativi e scuole con cui attivare opportunità reali. Un progetto di Generas Foundation realizzato in collaborazione con Eduway.




Privacy Policy | Cookie Policy



Edunauta รจ un programma operativo di

info@edunauta.it



CF: 97717730150
Via Durando 39
20158 Milano (Bovisatech)
www.generas.it