“Idee per insegnare”_ MLTV_Rendere visibili pensiero e apprendimento

"Idee per Insegnare"_MLTV_Rendere visibili pensiero e apprendimento

00:00 MICHELA _ INTRODUZIONE

Di solito cerchiamo di rendere visibile una foto, un profilo social, o magari una cartella nascosta sul pc; invece, oggi, vi raccontiamo come rendere visibile il pensiero a scuola!

 

MLTV è l’acronimo di “Making Learning and Thinking Visible”, che in italiano diventa: “Rendere visibili pensiero e apprendimento”. L’Idea nasce da una collaborazione tra INDIRE, Project Zero e tre scuole capofila di Avanguardie Educative. Raccontiamo oggi l’esempio dell’Istituto Superiore Savoia Benincasa di Ancona.

00:30 MARTINA _ SIGLA

Ciao! Siamo Michela e Martina di Edunauta, l’esploratore di universi educativi. All’interno di questo podcast ti guidiamo alla scoperta di nuove “Idee per Insegnare”, rinnovare e rigenerare la scuola dal basso. Queste idee arrivano dal movimento Avanguardie Educative nato presso l’Istituto INDIRE. “Idee per Insegnare” è una serie podcast ideata da Generas Foundation, all’interno del progetto Edunauta

00:54 MARTINA _ APERTURA

L’Idea MLTV ruota attorno ad alcuni costrutti fondamentali: 

  1. per primo la documentazione, intesa come la “pratica di osservare, registrare e condividere attraverso media differenti il processo e il prodotto dell’apprendimento, con lo scopo di rendere l’apprendimento stesso più profondo”. In questo senso la documentazione diventa la via privilegiata e più semplice per rendere l’apprendimento visibile al soggetto stesso, alla sua classe e alla sua comunità educativa.
  2. Il secondo costrutto è il “group learning”, definito come “un insieme di persone che sono emotivamente, intellettualmente ed esteticamente ingaggiate nella soluzione di problemi, di creazione di prodotti e attribuzione di senso. Un gruppo nel quale ognuno apprende sia autonomamente sia con e grazie agli altri”.
  3. Il terzo ed ultimo costrutto dell’Idea è, invece, formato da tutte quelle indicazioni, cioè dei protocolli o delle Thinking Routine, che rendono visibile il pensiero e che supportano lo sviluppo di capacità di ragionare in modo creativo, profondo e divergente. 

01:50 MICHELA _ IDEA ALLA BASE

L’Idea MLTV deriva dall’integrazione di due framework creati da Project Zero, un gruppo di ricerca della Harvard Graduate School of Education di Boston, che sono stati poi adattati al contesto della scuola secondaria di secondo grado italiana.

Il primo è “Visible Thinking” che utilizza routine cognitive specifiche, le cosiddette “Thinking Routine”: queste sono una sorta di struttura organizzativa in grado di guidare i processi mentali ed incoraggiare l’elaborazione attiva degli studenti, con lo scopo di rendere visibili i processi cognitivi e sostenere la cultura dell’esplorazione e la costruzione del pensiero critico. Piuttosto che elencare semplicemente dei fatti, le routine incoraggiano gli studenti a impegnarsi attivamente su un argomento, a pensare con e oltre i fatti che conoscono, connettendo nuove conoscenze a quelle precedenti. Il Visibile Thinking mostra così un duplice obiettivo: 

  1. da un lato, coltivare la capacità di pensiero e la disposizione a pensare degli studenti; 
  2. dall’altro, rendere più profondo l’apprendimento dei contenuti disciplinari. 

Il secondo framework, “Making Learning Visible”, riguarda le dinamiche di apprendimento individuale e di gruppo e il ruolo della documentazione nel supportare lo sviluppo di un apprendimento significativo in gruppo, nella classe e a scuola. In riferimento a questo, la documentazione prodotta è di solito guidata da una domanda specifica che coinvolge studenti e docenti nell’analizzare, interpretare e valutare collettivamente l’apprendimento individuale e di gruppo. Questa non è soltanto un bel prodotto finale, ma guarda anche al futuro e dà forma alla progettazione di futuri contesti di apprendimento.

03:21 MARTINA _ ESEMPI DI GUIDA DI APPLICAZIONE DELL’IDEA

Vediamo ora degli esempi di guida all’applicazione dell’Idea. Il punto di partenza è l’analisi da parte del docente delle caratteristiche e delle esigenze del proprio gruppo di apprendimento. Il primo step è dunque rappresentato dalla definizione della domanda di ricerca che Project Zero chiama “Overarching question”, cioè “Domanda globale”. Ne citiamo qui alcuni esempi, quali: 

  • “Come posso attivare negli studenti quei processi di comprensione profonda che costituiscono presupposto indispensabile per trasformare saperi inerti in competenze?”
  • “Come posso rendere visibili e quindi trasferibili le strategie di pensiero?”.

All’interno di questa cornice è utile menzionare gli strumenti e i protocolli di MLTV che meglio possono aiutarci per utilizzare al meglio il tempo-scuola in funzione degli obiettivi prefissati. Questi sono:

  1. le Thinking Routine;
  2. i protocolli di discussione;
  3. e gli strumenti per supportare l’apprendimento di gruppo e la documentazione.

Risulta, quindi, importante selezionare delle Thinking Routine o dei protocolli da cui partire per la sperimentazione dell’Idea, sulla base degli obiettivi che ci si prefigge, sia in relazione alla capacità di pensare (quindi le thinking skill) che all’apprendimento individuale o di gruppo. In aggiunta, la documentazione può essere inserita sin da subito, parallelamente all’uso degli strumenti e dei protocolli, oppure in un secondo momento, una volta, quindi, acquisita familiarità con l’Idea.

04:38 MICHELA _ ATTORI, RUOLI E SPAZI

Adesso vediamo insieme gli attori, i ruoli e gli spazi per l’implementazione dell’Idea.

Il Docente opera in collaborazione con i colleghi e il dirigente scolastico, estendendo i confini del gruppo di lavoro agli studenti, rendendoli parte attiva dell’intero processo di apprendimento.

Gli studenti sono i veri protagonisti che, operando sotto la guida dei docenti, diventano autonomi e artefici del proprio processo di apprendimento.

Per quanto riguarda gli spazi, le attività previste da MLTV si volgono a coppie, in piccoli gruppi e nel gruppo-classe, magari disposto a semicerchio. Per cui, è importante che il setting di lavoro sia adattabile alla struttura della Thinking Routine, e del protocollo o dell’attività selezionata.

05:15 MARTINA _ IL CASO DELL’IIS SAVOIA BENINCASA DI ANCONA

Nell’esempio di oggi scopriamo come è stata applicata la metodologia del MLTV allo studio del Romanticismo presso l’Istituto di Istruzione Superiore Savoia Benincasa di Ancona. A conclusione di un percorso volto a scoprire la letteratura del Romanticismo spagnolo, era necessario ottenere un feedback che puntasse a una dinamica interattiva, grazie anche all’utilizzo di Google Jamboard, uno degli strumenti disponibili con Google Meet. Partendo da qui, l’insegnante ha scelto la Thinking Routine: “Generate, Sort, Connect and Elaborate: le Concept Maps”, spinto dal bisogno di tracciare una mappatura delle conoscenze e delle competenze acquisite, ma soprattutto per far sì che i ragazzi stessi si rendessero conto di quanto era stato appreso.

 

In questo processo, gli studenti sono stati chiamati, in un primo momento, ad evocare i concetti che più erano rimasti loro impressi durante il percorso di scoperta del movimento letterario e, solo successivamente, invitati a scriverli in una sorta di manifesto.


Il passo successivo è stato poi quello di far collegare tra loro i concetti evocati a delle opere studiate, non solo in lingua spagnola, ma anche nelle altre lingue, quindi quella italiana o quella inglese.

 

06:18 MICHELA

A seguire è stato chiesto ad ogni studente di identificarsi in ciò che a suo avviso era stato detto di più significativo da uno o più compagni, spiegandone il motivo e indicandolo poi con una freccia o una linea così da evidenziare il collegamento fatto. Infine, si riflette insieme, sempre in lingua e usando virtualmente un muro Padlet, sulle nuove scoperte che hanno ampliato le conoscenze pregresse. La routine, scelta dall’insegnante di Benincasa, è uno dei modelli educativi che meglio ci aiuta a rendere visibile il processo di apprendimento dello studente. Lo scopo di quest’attività è portare alla consapevolezza dello studente i propri ancoraggi cognitivi e di farlo “empatizzare”, in questo caso, con le emozioni contrastanti tipiche di uno spirito romantico che varca i confini del tempo. Le indicazioni del docente riguardano tempi, modalità e supporto per l’utilizzo degli strumenti scelti per lo sviluppo delle attività e guiderà lo studente attraverso la scoperta del proprio mondo interiore.

07:13 MARTINA _ LE 4 FASI DELL’ATTIVITA’ E IL SET UP INIZIALE

L’attività è stata divisa in 4 fasi ed una fase di set up iniziale. Per questa prima fase bisogna accertarsi se gli studenti sappiano cosa sia una mappa concettuale e, se così non fosse, spiegare loro che si tratta di un modo per mostrare il pensiero di una persona su un determinato argomento.

La prima FASE, quella del “GENERATE”, prevede la divisione della classe in gruppi per poter fare attività di brainstorming. Gli studenti si riuniscono in stanze parallele create dal docente su Meet per discutere su quali siano, secondo loro, i concetti più significativi del Romanticismo spagnolo. In funzione della richiesta da parte del docente, può aiutare chiedere agli studenti di fare una lista degli aspetti chiave e dei componenti significativi dell’argomento, oppure di fare una lista dei vari ingredienti, dei processi o dei bisogni associati con questo obiettivo o questo compito. Questa fase intende creare una lista iniziale di idee.

La seconda FASE è il “SORT”, condivisione dei concetti emersi. I gruppi spostano i loro manifesti e motivano i concetti selezionati. In questa fase gli studenti di ogni gruppo sono invitati a mettere in ordine le loro idee in base a quelle che sono i concetti centrali o tangenziali, scegliendo poi una nota adesiva di Jamboard in modo da creare il loro manifesto con i concetti chiave selezionati. Ogni capogruppo spiega poi le motivazioni della selezione fatta alla classe.

08:26 MICHELA

La TERZA fase è detta “CONNECT”, ed è la fase in cui ogni studente collega i concetti emersi nel gruppo ad un’opera significativa studiata. Il docente chiede agli studenti di collegare i concetti selezionati ad una delle opere trattate, non solo in lingua e letteratura spagnola, ma anche in altre letterature. Ognuno di essi è invitato, poi, a motivare il collegamento fatto e a collegarsi agli agganci fatti dai compagni per scoprire se e in che modo è cambiato qualcosa su ciò che sapevano.

La FASE 4 è detta “ELABORATE”, e riguarda l’espansione delle conoscenze. In quest’ultima fase si chiede agli studenti di raggruppare alcune idee centrali e di rielaborarle creando delle sottocategorie che dividono le idee in parti più piccole. Il docente condivide così con la classe un muro Padlet per invitare tutti a condividere ciò che sapevano prima dell’attività svolta e che cosa hanno scoperto grazie ad essa. Dai punti di forza, dall’esperienza e dal racconto dell’insegnante dell’Istituo Superiore Benincasa, emerge come i ragazzi, grazie a questa modalità di studio, siano molto collaborativi tra loro, garantendo inoltre che siano messi in primo piano nel percorso di apprendimento. Inoltre, c’è un dialogo costante tra studenti e studenti e tra studenti e insegnanti, che permette ai giovani stessi di fare una riflessione sul proprio processo di apprendimento. 

09:40 MARTINA _ I MOTIVI PER CUI ADOTTARE QUESTA METODOLOGIA

Ma quali sono i motivi per cui adottare questa metodologia? Adottare questa Idea significa porsi in un’ottica diversa nei confronti della classe e dei colleghi docenti; significa altresì creare i presupposti per operare in un vero e proprio gruppo di lavoro che include studenti, colleghi, docenti e dirigente scolastico, al fine di trasformare dubbi e domande in strumenti per fare ricerca e comprendere. Gli studenti sono così spinti a: 

  • sviluppare il pensiero critico e creativo;
  • imparare a costruire il proprio sapere anziché proporsi come passivi ricettori;
  • imparare a fare affermazioni sostenendole con prove ed argomentazioni;
  • favorire un apprendimento più profondo e duraturo nel tempo;
  • incoraggiare una cultura della classe come comunità democratica orientata, quindi, al rispetto reciproco, e all’ascolto dell’altro e alla collaborazione;
  • sviluppare, infine, la consapevolezza del proprio pensiero, dei propri processi cognitivi, del proprio metodo di studio.

10:32 MICHELA _ CHIUSURA

Come ci ha dimostrato il caso dell’Istituto Superiore Savoia Benincasa di Ancona la metodologia è molto stimolante e non presenta grosse criticità, una volta impostate adeguatamente le fasi di lavoro. Per questo non vediamo l’ora di sapere come sarà applicata nel tuo Istituto. Alla prossima puntata!

10:39 MARTINA _ SIGLA DI CHIUSURA

Hai ascoltato “Idee per Insegnare”, una serie podcast ideata da Generas Foundation all’interno del progetto Edunauta. Le idee educative proposte fanno parte del movimento Avanguardie Educative dell’Istituto INDIRE, l’Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione, Ricerca Educativa del Ministero dell’Istruzione. Per saperne di più ascolta il trailer o vai sul sito innovazione.indire.it/avanguardieeducative

“Idee per Insegnare” è un podcast realizzato in collaborazione con Rossella Pivanti e con le voci di Michela Calvelli e Martina Plebani.

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